Rischio buste paga decurtate delle giornate di emergenza alluvione:basta propaganda, pagare subito le lavoratrici e i lavoratori

La propaganda politica viene profusa a piene mani ma la realtà è che il decreto emergenza alluvioni approvato dal Consiglio dei ministri  lo scorso 24 giugno, oggi non risulta ancora pubblicato e ovviamente non può essere applicato.

Molti saranno comunque i problemi per i lavoratori  delle aziende che applicheranno  CIG o FIS nei giorni di Maggio dato che il mese è concluso e non si sa come e se saranno riconosciuti i giorni di assenza forzosa.

Infatti la mancanza della pubblicazione non permette di fare la domanda all’inps ed inoltre la stessa Inps non prevede ad oggi l’anticipo in busta paga facendo correre il rischio a migliaia di lavoratrici e lavoratori di trovarsi in emergenza economica anche per le mancate retribuzioni.

Inoltre, sembra che possano usufruire degli ammortizzatori sociali solo le aziende che si trovano sui territori alluvionati, ma nella lista di tali territori mancano intere città in cui i servizi sono stati chiusi, dunque i problemi si moltiplicano.

Mentre la contrapposta propaganda fra Governo Nazionale e Regionale sembra non avere mai fine, perché la posta in gioco è la cosiddetta cabina di regia della ricostruzione che Bonaccini vorrebbe nelle mani del “patto per il lavoro e il clima”, il luogo della concertazione con cgil,cisl,uil, ugl e padronato, mentre  Giorgia Meloni vorrebbe gestirla dal centro; a rimanere nell’incertezza assoluta sono le lavoratrici e i lavoratori che tutti dicono di volere difendere ma che in realtà sono merce di scambio per altri interessi economici e politici.

Basta propaganda, bisogna chiudere il patto per il lavoro e il clima per manifesta inutilità e avviare immediatamente il pagamento del 100% del salario a tutte e a tutti direttamente in busta paga come chiediamo dal primo giorno dopo il disastro ambientale.

Anche per questo il 17 Giugno diamo appuntamento a tutti e tutte in piazza XX settembre ore 16.00 a Bologna per manifestare per la giustizia sociale e climatica contro governi locali e nazionali.

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