Disabilità istituzionalizzata

Il 3 dicembre si celebra in tutto il mondo, la Giornata internazionale della persona disabile. Nel nostro Paese, negli ultimi anni, la disabilità è sempre stata oggetto di slogan durante la campagna elettorale. Le ultime frasi dette durante un recente comizio elettorale.  “Oggi un disabile dipende da sette ministeri. (….) È una situazione insostenibile”.  Il Ministero delle disabilità è oggi realtà, almeno sulla carta. Questo tutela e promuove i diritti e le pari opportunità delle persone disabili e non autosufficienti.

Nel 1998 con la legge 162 si organizzavano presso Comuni, Regioni ed Enti locali, programmi di aiuto alle persone disabili. Seguirà poi la ricezione della  Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità  con cui tutti gli Stati si impegnano a “garantire e promuovere la piena realizzazione di tutti i diritti umani e delle libertà fondamentali per tutte le persone con disabilità senza discriminazioni di alcun tipo sulla base della disabilità”. Ed ancora, l’istituzione dell’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità che ha “la finalità di far evolvere e migliorare l’informazione sulla disabilità nel nostro paese e, nel contempo, di fornire un contributo al miglioramento del livello di efficacia e di adeguatezza delle politiche”. Ultima, la legge sul “dopo di noi” , disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone con disabilità grave prive del sostegno famigliare, approvata nel giugno del 2016.

Nella Legge di bilancio del 2017 si era costituito un Fondo per i Caregivers  (un familiare che occupa un ruolo informale di cura, supporto e di vicinanza e che è partecipe dell’esperienza di malattia del malato e che si impegna nelle attività quotidiane di cura della persona familiari)  predisponendo ben 70 milioni nel triennio, Fondo sparito. I problemi dei disabili e della famiglia in cui vive un disabile sono diversi: l’assenza di supporti effettivi per i genitori alla nascita di un bambino disabile; l’impossibilità di consentire un’istruzione che vada oltre la scuola dell’obbligo con la mancanza a tutt’oggi degli insegnanti di sostegno; degli operatori di assistenza igiene personale; l’inesistenza di integrazione nella scuola.

Nel 2018 il Governo vara il Decreto semplificazione che prevede la nascita anche del Codice  Unico per le persone con disabilità. Una decreto dunque che prevedeva, riassetti normativi, codificazioni di settore, sburocratizzazione delle norme sui lavori pubblici , servizi  e interventi  di una legge delega che dimostrava l’attenzione del Governo sul tema della disabilità, un Codice ancora  tuttora da scrivere.  

Con il “nuovo” Ministero delle Disabilità, ogni ombra sulla inclusione scolastica dei bambini viene diradata. Finalmente un Ministero per ribadire che i bambini disabili, non sono una “categoria” a parte, per i quali non c’è bisogno di provvedimenti “speciali”, ne tantomeno di aiutarli a patto che stiano nel loro “recinto”. I bambini disabili, devono ambire allo stesso trattamento degli altri bambini. A rafforzare il “grande” apparato a protezione della Disabilità, si aggiunge l’ Autorità Garante della Persona con condizione di disabilità della Regione Siciliana presso l’Assessorato per la Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro. Il termine Garante ha implicito in sé il  concetto e il valore, nello specifico di “Garanzia dei Diritti”.

I disabili finalmente sono in una botte di ferro. Basta nasconderli, magari istituzionalizzandoli, tra protocolli, diatribe tra Comuni, Liberi Consorzi, Uffici Scolastici provinciali e pareri, non sempre compresi, del CGA -Consiglio di Giustizia  Amministrativa della Regione Siciliana (organo che svolge nell’isola le funzioni proprie del Consiglio di Stato) . Esattamente come sta accadendo in Sicilia, con i bambini disabili,i quali attendono che entro l’anno scolastico la “nebbia” si diradi.

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